Roma, 29 Novembre 2007
Ciao Andrea,
Ti abbracciamo forte Andrea, riposa in pace.
sabato sera, come saprai, ci ritroveremo tutti insieme per vedere come il
tempo ha trasformato le nostre facce e i nostri corpi.
Tu purtroppo non ci sarai. Ti scrivo una mail un po’ diversa da quella
ufficiale che ho mandato a tutti gli altri. Diciamo che ci perdo qualche
minuto in più.
Ci vediamo a Roma, a Testaccio, la trattoria l’hanno scelta Pascucci e
Arioni… speriamo non ci caccino via e che la birra sia buona.
Volevo, anche a nome di tutti, ringraziarti per diverse cose.
Volevo ringraziarti perché ci hai dato l’occasione per rivederci tutti
insieme dopo più di 25 anni dall’ultima volta. Ha ragione Giuseppe: l’idea è
nata quel triste giorno in cui ti abbiamo salutato. E’ stata quella brutta e
improvvisa sensazione di “abbandono” che ha portato Chicchi a telefonarmi e
a impormi di organizzare questo incontro.
Volevo ringraziarti (pensa te) perché forse qualcuno di noi, avendo scoperto
che la vita può smettere di scorrere all’improvviso anche per chi sta
facendo il suo stesso percorso, si sarà ricordato che tutto quello di bello
che abbiamo qui in terra va accarezzato tutti i giorni. È la cosa che più mi
“martella” quando penso a te: godiamoci tutto quello che la vita ci da,
neanche noi siamo invincibili!
Volevo ringraziarti perché con te abbiamo passato tanti momenti belli.
Quanti di noi devono a te e ai tuoi consigli le ottime prestazioni dei
nostri motorini di quando eravamo dei ragazzini... Siamo stati compagni di
scuola, siamo stati amici veri. E ancora oggi qualcuno di noi, fortunato
fino in fondo, ti è stato accanto fino agli ultimi giorni della tua vita in
terra.
Sei stato “Tozzo”, “Tootsie”, ”Delli”, eri soprattutto Andrea, uno di
noi... uno come noi.
Spero che questa mail che ti mando non offenda la sensibilità di chi forse
ti era più vicino di me in questi ultimi anni, penso soprattutto agli
Avvocati che anche per lavoro hanno avuto la fortuna di continuare a vederti
fino all’ultimo.
Ti ho scritto perché io sono fatto così, perché sono convinto che saprai
apprezzare tutto quello che stiamo facendo, perché avrai sorriso con noi
leggendo tutte le cavolate che abbiamo scritto.
Ti ho scritto perché so che per nulla al mondo rinuncerai a stare con noi
sabato sera.
Mimmo
Claudio
Stefano
Antonio
Vincenzo
Paolo
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